La legge del più flessibile

Il più flessibile vince sempre? No, tuttavia ha più probabilità di sopravvive. In biologia, l’intelligenza viene definita come la capacità di adattamento all’ambiente. Più un organismo è “flessibile”, più riesce a sopravvivere alle nuove sfide che l’ambiente gli pone dinanzi. L’ambiente inteso come contesto, ovvero insieme di individui, ruoli e relazioni. Per questa ragione l’homo sapiens, che tra gli ominidi era forse il meno dotato dal punto di vista fisico, è sopravvissuto fino ad ora. La chiave dell’evoluzione sta in questo adattamento flessibile. Arriviamo, quindi, a ciò che ci interessa. Se, come abbiamo detto in precedenza e non ci stancheremo mai di ripetere, l’uomo è un essere biopsicosociale, la flessibilità legata al comportamento rispecchia una certa affinità cerebrale. Il cervello è plastico, in continuo mutamento. Cos’ha a che fare questo, con la lettura?

Grazie a questa plasticità, a questa flessibilità strutturale e funzionale, il nostro cervello rende la lettura possibile. Nonostante, come abbiamo ricordato nell’articolo precedente, di fatto esso non sia “progettato” per piegarsi ad una rivoluzione culturale così recente. Per dare una spiegazione plausibile, Dehaene definisce il concetto di riciclaggio neuronale. In altre parole, la lettura avrebbe subito cambiamenti fino a diventare “compatibile” con il nostro cervello, decodificabile dai nostri occhi.

Ecco perché è così dannatamene difficile imparare a scrivere per i bambini. Si stima addirittura che il 10% di loro, una volta adulto, continuerà a non padroneggiare i rudimenti della comprensione di un testo (Fioroni, 2013). Fatica, si, ma poi sai che bello? Tengo a precisare che si tratta di una teoria, non un assioma. Perché gli assiomi, nella scienza moderna, non esistono.

Va bene, il bambino cresce, impara a leggere e a scrivere, il cervello si rafforza e accresce il suo potenziale. Tuttavia, il mondo odierno va avanti alla velocità della luce. Quali potrebbero essere, in un futuro ormai prossimo, gli effetti della digitalizzazione sulle abilità di lettura? Ne discuteremo martedì prossimo, nell’ultimo articolo dedicato alla neurolettura. Alle 19, sempre qui.

Tragodia

 

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