Il cervello che legge

Dopo aver introdotto, a grandi linee, l’idea generale che sta dietro al neuro-potenziamento, possiamo scoprire cosa accade al nostro cervello quando leggiamo.

Come ben spiegato in un articolo precedente, il cervello è una struttura plastica, in continuo mutamento. Ogni esperienza, ogni emozione provata contribuisce a costruire e rafforzare le connessioni tra i nostri neuroni. Cosa si sa, a questo proposito, della lettura? Il nostro viaggio ha inizio con l’occhio, giusto per ricordare che la percezione, il cervello e la mente sono un unico pezzo. Non possiamo costruire o comprendere il significato di una parola se non siamo in grado di “sentirla” coi sensi. Allora, sei pronto? Tre, due, uno…via!

I nostri begli occhietti, che ci permettono di riconoscere dettagliatamente le lettere su un foglio o un monitor, si spostano rapidamente tra un segno e l’altro. Le parole vengono identificate, l’informazione passa così, per una via tanto lunga quanto veloce (si parla di 100/150 millisecondi) al cervello. La teoria classica identifica due vie di elaborazione dell’informazione visiva così carpita: la via fonologica (trasformazione delle lettere in suoni) e la via lessicale (magazzino dove vengono depositati i significati delle parole). Durante il processo di lettura vengono quindi sollecitate diverse aree del cervello: vie visive, aree del linguaggio, aree della cognizione. Cosa voglio dire con questo?

Che imparare a leggere, che lo vogliate ammettere o no, è tremendamente difficile. Difficilissimo, a dire il vero. Si, perché la lettura è un’invenzione culturale relativamente recente. Per recente intendo 4000 anni. Ricordiamo che un’abilità umana potenziale diventa importante quando contribuisce alla sopravvivenza e al miglioramento della specie. Nel caso della scrittura e della lettura, beh, potete immaginare il perché sia così importante. No? Dai, vi lascio due esempi: ha permesso ai nostri antenati mercanti di segnare merci, agli scribi di tramandare il sapere. In altri termini, data la veloce ascesa del fenomeno, il nostro cervello non sarebbe del tutto adatto alla lettura. Resta il fatto che l’essere umano è una creatura meravigliosa, e ce la fa comunque. Un po’ come la storia del calabrone, del fatto che non è progettato per volare, ma lui non lo sa e vola lo stesso. Scherzi a parte, com’è possibile che, nonostante l’inadatta struttura funzionale, il nostro cervello ci permetta di leggere e scrivere?

C’è chi ha provato a spiegarlo. Vene parleremo, ma non qui. Nel prossimo articolo, alle 19 di martedì prossimo…

Tragodia

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