Creativa-mente: l’arte della distruzione

Iniziamo con una bella citazione, tanto per cambiare:

 “Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula”

Bill Bernbach

Nel caso non foste informati, Bill Bernbach è stato un noto pubblicitario, scomparso negli anni 80, considerato da molti come uno dei più influenti personaggi del suo tempo. Una figura rivoluzionaria, capace di creare con il proprio ingegno magnetiche campagne pubblicitarie, unendo spirito creativo a prodotti dalla qualità elevata. In due parole: rivoluzionario. Distruttore. L’atto creativo non ha nulla a che vedere con statiche regole assiomatiche. Lo stesso Bernbach non vide mai la creatività come una scienza esatta, bensì come un’espressione dinamica e intuitiva dell’intelletto umano. Noi del team, tuttavia, vogliamo esprimere un’idea differente, a metà tra l’universo bernbachiano e la visione scienza-centrica basata su assiomi immutabili.

Tra scienza e intuizione 

L’intuizione creativa è la più grande invenzione della genialità umana. L’unico piccolo, infinitesimale problema sta nella temporalità. Illuminazioni, vanno e vengono. Non a caso il simbolo che contraddistingue un’idea geniale è il lampo: veloce, tremendamente luminoso e violento. Una forza tremenda, in grado di ridurre in cenere teorie pregresse. Il messaggio che vogliamo trasmettere a te, cara lettrice o lettore, è il seguente: cercare un ipotetico conflitto tra scienza e creatività è inutile, poiché non vi è nulla di più creativo della scienza.

Rompere per costruire

Le teorie scientifiche non possono essere confermate, ma solo falsificate. La scienza è una continua distruzione del passato, in favore di un futuro più comprensibile. Il punto di partenza, perciò, non dev’essere un assioma, ma un’idea. Reinterpretando la citazione sopra di Bernbach, avremo:

Le regole sono ciò che gli scienziati rompono. Ciò che è memorabile non è mai nato da una formula statica, ma da formule dinamiche, pronte per essere infrante.

Tragodia (Feat Bill Bernbach)

Così, l’artista diventa scienziato, e lo scienziato artista. Un mutuo scambio di ruoli, che sfocia nella stessa figura. Il risultato? Memorabile, mai nato da una formula, bensì accresciuto da esse, fino a diventare antiquato, pronto per essere distrutto da un lampo di genio.

Per questo, noi ci definiamo artisti-scienziati, con la nobile missione di diffondere informazioni di qualità, ma anche di stuzzicare le menti per favorire il superamento di queste.

E tu, pensi che la figura di artista e scienziato possano coesistere in un’unico carattere?

Autore: Amedeo Draghi

Laurea magistrale in psicologia cognitiva applicata, tirocinio professionalizzante in neuropsicologia dello sport. Da sempre appassionato di psicologia, scrittura, allenamento e nutrizione e Social Media Marketing. Gestisco tuttora due progetti da me ideati: Psicologia Cognitiva Applicata e Tragodialibri, e collaboro in vari altri progetti. Vieni a trovarmi!

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