Tra lettura e cervello: considerazioni generali

 

ATTENZIONE. ARTICOLO ALTAMENTE NOIOSO, PALLOSO, MA MOLTO INTERESSANTE

“Un articolo veramente palloso, ho davvero faticato a rileggerlo. Probabilmente ci saranno degli errori, ma non me ne frega niente. Ve lo prendete così com’è.”

 Detto dall’autore dell’articolo stesso.

 

Per iniziare

Il cervello umano rappresenta un fitto insieme di connessioni tra neuroni, aree cerebrali e strutture periferiche. Qualsiasi nostra azione è il risultato di complessi schemi che si ripetono alla velocità della luce, concatenando le varie zone tra cervello e corpo. Un esempio classico è il mangiatore di pasta (ok, non è un esempio classico, ma è di semplice comprensione). Eccomi qui, davanti al mio bel piatto di carbonara. Il mio cervello invia impulsi elettrici che si diramano fino alle mie dita, comunicando l’intenzione che poi si tradurrà in movimento. Ed ecco che mi accingo ad arrotolare gli spaghetti e via!! Mmm…che fame.

La scimmia fa, il cervello cambia

Qualsiasi nostra esperienza ha un effetto sul cervello. L’allenamento in un determinato sport, le nostre relazioni sociali, lo studio, quello che facciamo il sabato sera (ehehehe). Tutto tende a modificare la composizione cerebrale, creando connessioni o fortificando quelle già esistenti. E la lettura, allora? Quali sono gli effetti della lettura? Si può realmente affermare che porti dei benefici al nostro cervello?

Ma quindi, se io leggo diventerò più intelligente?!?!?!?

L’intelligenza viene spesso associata ad un ENORME cervello ben funzionante. Magari fosse così semplice. Purtroppo una definizione di intelligenza condivisa dalla comunità scientifica al 100% NON ESISTE. Se cercate la soluzione a questa domanda, avete sbagliato blog (o più probabilmente avete sbagliato domanda). Gli studi più recenti mettono in connessione la lettura e le funzioni esecutive. Ora voi giustamente mi direte “cosa diavolo sono le funzioni esecutive?”. Non fate i tinti biondi. Lo sapete benissimo. Attenzione e concentrazione, risoluzione di problemi complessi e creatività, velocità di pensiero, capacità di eseguire più compiti contemporaneamente. Queste sono le funzioni esecutive. L’essere umano ha acquisito queste abilità durante il processo evolutivo, sviluppando la parte frontale del cervello (quella parte, diciamo, che ci distingue da cita o dal commissario rex).

Ma quindi, se leggo avrò dei benefici alle mie funzioni esecutive (maggior capacità di concentrazione, di creatività, di risoluzione di problemi, etc…)!?!?!?!?!

Siccome lo spoiler viene da sempre annoverato tra una delle nostre abitudini, vi daremo già la risposta: ni. Purtroppo, ancora una volta, è impossibile dare una risposta univoca. È tuttavia possibile trovare degli studi scientifici che mettono in luce le relazioni tra creatività, funzioni esecutive e lettura. Cosa importantissima: una relazione tra due variabili non implica il nesso di causalità. Chiariamo con un esempio:

“Giovanni è un giocatore di calcio di ruolo attaccante. Durante ogni partita, è solito indossare sotto la divisa la canottiera da donna della nonna. Nelle prime cinque gare del campionato fa cinque goal. È possibile istaurare un nesso causa-effetto tra l’indossare la canottiera della nonna e il fatto che segni?”

Ovviamente no. Allo stesso modo, una volta mi è passato il mal di testa bevendo un infuso di finocchio. Allora, da quel giorno ogni volta che mi fa male la testa bevo litri di infuso al finocchio. Ma non è detto che l’infuso abbia avuto un ruolo attivo nel risolvere il mio male. Avrebbe potuto, per esempio, passarmi comunque. Quello che sto cercando di dirvi con tanta fatica è che in ogni studio vengono prese in considerazione alcune variabili, cercando di ridurre al minimo le altre (a volte, però, alcune sfuggono o non vengono contemplate). Se nello studio del dr. Intelligenzio vengono messe in relazione creatività e lettura, e i dati supportano l’ipotesi di base che chi legge è più creativo, allora questo studio supporta l’ipotesi di base. Ma non dimostra nulla. I dati sui quali è stata fatta questa inferenza sono stati interpretati. Allo stesso modo, infatti, potremmo ottenere risultati opposti da un altro studio. E qui mi fermo, per evitare ulteriori insulti da parte del pubblico.

La morale della favola è…non fatevi ingannare! Prendete tutto con le pinze, perchè al giorno d’oggi è possibile sentire una notizia, e poi il contrario di quella notizia. Sicuramente leggere apporta determinati benefici. Scopriremo quali notizie hanno un fondamento scientifico, e quali no. Insieme, ogni mercoledì sul notro blog. A presto.

Tragodia

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