Si scrive tragedia, si legge universo – parte 2

Negli articoli precedenti sono stati messi in evidenza due concetti chiave, Hybris e Nemesis, ricorrenti sia nell’epos che nella tragedia greca. Come si era detto nella prima parte dell’articolo, il mito rappresenta un immenso oceano di concetti. Sulla superficie è possibile distinguere chiaramente Hybris e Nemesis. Andando più a fondo, appaiono Dike, il nostos, il farmakon e il fato (con tanto di Moire e oracoli). Come detto in precedenza, qui daremo una spiegazione veloce, con annessi approfondimenti per i secchioni (basta cliccare sul titolo dei paragrafi e, se disponibile, verrete indirizzati all’articolo di approfondimento.

Dike

Dike, propriamente tradotto in italiano come giustizia. Nel mito, Dike è figlia di Zeus e Temi, altra figura importante per comprendere il concetto di giustizia. La dea Dike è una vendicatrice, un’esecutrice di vendette divine. Ella deve preservare l’equilibrio che c’è nel mondo, inteso come una sorta di omeostasi. Nella tragedia, legate alla figura di Dike sono le Erinni o Eumenidi, le divinità della vendetta. Esse possono colpire sia uomini che dei. L’equilibrio del mondo non va in alcun modo alterato.

Nostos

Nostos significa ritorno. Nel mito, esempi illuminanti di nostoi (plurale di nostos, traslitterato alla greca) sono il ritorno degli eroi in patria dopo la guerra di troia. Il significato del nostos è profondo. Rappresenta il ricongiungimento con i propri cari, la fine dell’esilio volontario conseguente alla guerra, ma anche lo sviluppo psicologico degli eroi maturato durante il conflitto.

Farmakon, Farmakos

Sapete cos’è una vox media? No? Accidenti, devo sempre spiegarvi tutto! L’espressione vox media si riferisce a determinate parole il quale significato principale è a “metà” tra due completamente opposti. In parole povere, una vox media assume il significato in base al contesto. Come avrete intuito (bravissimi, fiero di voi), Farmakon, o farmaco, può significare sia veleno mortale che medicina in grado di guarire ogni male.

Fato e Moire

Fato, destino, chiamatelo come volete. Ogni vicenda è già stata scritta, non ci sono santi che tengano. Nei poemi omerici, ogni eroe ha un destino ben delineato, che dovrà seguire. Nell’iliade i fati degli eroi vengono indicati come Moirai, ovvero come destini ineluttabili. Persino la volontà degli dei non può nulla contro il fato, superiore anche a quell’intelligentone di Zeus. Nella tragedia, le Moirai trovano la loro personificazione in tre simpatiche vecchiette che tessono il destino dell’universo. Un filo per ogni essere vivente. Il vicino che vive di sopra ti sta sulle palle perchè ogni domenica mattina sguinzaglia il cane che corre per una bella mezz’ora per l’appartamento, simulando un terremoto? Vai a cercare le moire, cerca il filo con il suo nome e taglialo! Cosa aspetti?

 

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